Maggior consistenza storica la si può rintracciare a partire dal XIV secolo, epoca in cui si hanno notizie della lenta ma progressiva invasione del caffè in Arabia, Egitto, Siria, Turchia. Dappertutto trova immediatamente un largo favore tra la popolazione. Non soltanto. Cominciano da questo momento le prime testimonianze scientifiche sulla bontà del caffè e sulla sua capacità terapeutica.

Avicenna, grande medico arabo, ed il suo collega Rhazes, lo prescrivono come medicamento.

A partire dal XVI secolo alcuni imprenditori cominciano ad introdurre il caffè anche in occidente: grosse partite di caffè affluiscono ai porti di Alessandria e di Smirne. Tuttavia, di fronte alla crescente richiesta e date le spese e le forti tasse che gravavano enormemente sui prezzi, si cominciò a pensare di trapiantare il caffè in altre parti del mondo. Così gli Olandesi impiantarono estese coltivazioni a Giava, i Francesi in Martinica e nelle Antille e, successivamente, gli Spagnoli e i Portoghesi in Africa, Asia e America.

In India pare che il caffè sia arrivato grazie ad un pellegrino che recatosi alla Mecca, trafugò sette semi di pianta del caffè.

Nella Bibbia (primo libro dei Re), David porta come dono di conciliazione “dei grani abbrustoliti”, cioè dei chicchi di caffè. Ma è ancora caffè la bevanda amara che Elena aggiunge al vino per asciugare le lacrime degli ospiti alla mensa di Menelao, definita da Omero utile “contro i dispiaceri, i rancori e la memoria dei dolori”.

Non meno avvincente è la leggenda, proveniente dal Monastero Chehodet nello Yemen, secondo la quale uno dei monaci, avendo saputo da un pastore di nome Kaldi che le sue capre e i suoi cammelli si mantenevano “vivaci” anche di notte se mangiavano certe bacche, preparò con queste una bevanda nell’intento di restare sveglio per poter pregare più a lungo.

E che cosa è se non una tazzina di caffè bollente ciò che l’Arcangelo Gabriele offre a Maometto, colpito improvvisamente dalla malattia del sonno? La pozione nera mandatagli da Allah gli permetterà non solo di recuperare subito forza e salute, ma di essere in grado in breve tempo di “disarcionare quaranta cavalieri e di soddisfare altrettante donne”.

Il “Caffè Greco” non è un particolare tipo di caffè, bensì uno dei fulcri della Roma artistica di fine ‘700 e inizio ‘800. Al tempo della rivoluzione francese, i Caffè erano luoghi di ritrovo dove si parlava soprattutto di politica, e dove i rivoluzionari sviluppavano progetti e proposte. I Caffè francesi furono definiti “la stampa parlata della Rivoluzione”, e ogni locale si distinse per una sua tendenza politica.

In Italia, fu una mattina del 1570 che i Veneziani scoprirono per la prima volta l’aroma del caffè. Per merito di un medico botanico, Prospero Alfino, che aveva soggiornato a lungo in Egitto e lì aveva scoperto la bevanda “di colore nero e di sapore simile alla cicoria”. Pensò che ai suoi concittadini sarebbe piaciuta. E non si sbagliava. Fu così che a Venezia si aprì il primo “bar” o meglio la prima caffetteria. La primissima, in ordine di tempo era stata aperta nel 1554 a Costantinopoli. In Europa fu aperto un caffè a Marsiglia nel 1659 ed uno ad Amburgo nel 1679. A Venezia la pianta fu inizialmente usata a scopo medicinale, ma presto fu utilizzata per preparare la piacevole bevanda: nel 1683 (alcuni però anticipano questa data al 1640 e addirittura al 1615) in Piazza San Marco, sotto Le Arcate della Procuratie, fu aperta la prima “bottega del caffè”. Da allora nuove botteghe sorsero ovunque in città (nel 1763 se ne contavano 218!), divenendo luoghi di incontro per discutere di affari o anche solo per fare quattro chiacchiere.

La nuova usanza dilagò ben presto in tutta Italia: a Torino, Genova, Milano, Firenze e Roma, sorsero caffè poi divenuti celebri e importanti centri culturali, punto di incontro di scrittori, politici e studiosi d’ogni tempo. Anche i Francesi mostrarono di gradire molto la nuova bevanda: si dice che il celebre scrittore Balzac arrivasse a berne cinquanta tazzine al giorno. In Inghilterra il primo locale per la mescita del caffè fu aperto a Oxford. Insomma, verso la metà del ‘700 in tutta Europa e in America si beveva caffè.